Chi è malato guarisce solo se qualcuno lo abbraccia”, lo slogan di quest’anno pone l’accento sulla centralità della persona e non della malattia e sottolinea l’importanza dell’inclusione, della cura e del sostegno per chi è malato, a partire dalle persone colpite dalla lebbra e per tutti coloro che vivono ai margini della società.

Per noi francescani, come non essere richiamati all’abbraccio di Francesco al lebbroso, che segna l’inizio della guarigione spirituale del Santo? In questo anno in cui celebriamo l’ 8°centenario della morte di San Francesco d’Assisi, pensiamo con particolare intensità a questo episodio che lui stesso ricorda esplicitamente nel suo Testamento.

Alcuni dati
L’OMS ha pubblicato negli scorsi giorni il report sulla situazione della lebbra nel mondo, i dati mostrano che il numero annuale delle persone diagnosticate nel mondo è diminuito di circa il 5% nel 2024, rispetto all’anno precedente: 182.815 persone nel 2023 e 172.717 persone nel 2024. Nonostante ciò, la lebbra è ancora un problema di salute pubblica in vari Paesi endemici, a causa del difficile accesso ai servizi di trattamento ambulatoriali, della scarsa qualità dell’assistenza offerta e dello stigma nei confronti delle persone colpite.
Oggi la lebbra si trova nella lista delle Malattie Tropicali Neglette (MTN) dell’OMS e, nonostante sia curabile, è ancora un problema sanitario importante in vari Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, dove persistono condizioni socioeconomiche precarie che ne favoriscono la trasmissione. La strategia globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede la diminuzione significativa del numero di persone diagnosticate ogni anno, la riduzione drastica delle persone che presentano disabilità gravi e dei casi di discriminazione nei confronti delle persone colpite, in alcuni Paesi esistono ancora leggi che tendono ad escludere dal convivio sociale le persone colpite dalla malattia.
Il numero annuale di bambini/e (minori di 15 anni) sul totale delle persone diagnosticate continua ad essere significativo, nonostante sia diminuito progressivamente negli ultimi anni, indicando che la catena di trasmissione è ancora attiva e precoce: 9.397 bambini/e (il 5,4% del totale nel 2024, rispetto ai 10.302 dell’anno precedente (5,7%). Rimane stabile anche il numero delle persone che presentano gravi disabilità al momento della diagnosi: 9.729 nel 2023 (5,3%) e 9157 nel 2024 (5,3%) di tutti i nuovi casi individuati. Ciò indica che, ancora oggi, a causa della scarsa conoscenza dei sintomi della malattia all’interno delle comunità e delle difficoltà di accesso alle strutture sanitarie, la diagnosi spesso avviene tardivamente e in molti casi la persona arriva ai servizi di trattamento ambulatoriali con disabilità fisiche irreversibili.

Oggi noi siamo qui anzitutto per ringraziare il Signore di questa speciale chiamata che nel corso dei secoli è stata quasi una calamita che ci ha attratto verso i malati di nel corso dei secoli è stata quasi una calamita che ci ha attratto verso i malati di lebbra. Siamo qui anche per ringraziare tutti coloro che in questi ultimi decenni hanno collaborato con noi francescani a dare un orizzonte di speranza a migliaia di sfortunati che col morbo di Hansen si sono visti sfigurati nel loro volto e nella loro identità, così da oscurare terribilmente il loro futuro.

Vogliamo dire grazie per la costruzione e conduzione del grande lebbrosario di Sanchong in Corea del Sud, una struttura che ha accolto un numero immenso di lebbrosi;

Grazie per averci aiutato a costruire il grande lebbrosario di Cumura in Guinea Bissau, visitato dal santo Papa Giovanni Paolo II nel 1990, una struttura che ha dedicato un vasto spazio anche per l’accoglienza dei lebbrosi guariti ma non più accolti dalle loro comunità;

Grazie per l’assistenza portata ai lebbrosi del Burundi, vissuti insieme ai tanti malati e agli orfani in una regione poverissima, e che oggi sono rimasti, grazie a Dio, in pochi e quasi tutti in fase di guarigione, curati amorevolmente dai frati e dalle Suore francescane del Monte di Genova.

Grazie ancora per l’aiuto donato ai nostri missionari di Papua Nuova Guinea e nell’Estremo Oriente, in Congo e nelle missioni dell’America centrale e del Sud. 

Anche oggi chiediamo una mano per continuare l’opera di Gesù e di Francesco d’Assisi: annunciare il Vangelo del Regno e abbracciare chi è più escluso, in particolare chi soffre della malattia che ancora colpisce ogni anno centinaia di malati di lebbra. 

fr. Pietro Pagliarini
Animatore Provinciale Missioni ad gentes