A dieci anni dall’arrivo dei Frati Minori e a cinque dalla fondazione del monastero delle Clarisse di Ndollor, la presenza francescana in Senegal continua a crescere tra evangelizzazione, preghiera e nuovi progetti a servizio della Chiesa locale.

Sono passati dieci anni da quando i Frati Minori hanno avviato la loro presenza in Senegal. Un tempo breve, se confrontato con la lunga storia dell’Ordine francescano, ma sufficiente perché un piccolo seme, affidato con fiducia alla Chiesa locale, iniziasse a dare i suoi frutti.

Il Senegal è un Paese a grande maggioranza musulmana, dove i cattolici rappresentano una piccola parte della popolazione. Eppure, la comunità cristiana è viva, dinamica e profondamente inserita nella società, soprattutto attraverso l’impegno nell’educazione, nella promozione umana e nella testimonianza del Vangelo.

È in questo contesto che, nel 2016, è nata la fraternità francescana di Rufisque, alle porte di Dakar, grazie alla disponibilità dei Frati Minori a mettersi al servizio dell’arcidiocesi. Negli anni la fraternità è diventata un punto di riferimento per la spiritualità francescana, l’animazione pastorale, la formazione e l’accoglienza dei pellegrini.

Oggi la chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli è stata riconosciuta come Santuario diocesano della Misericordia, un luogo dove molti fedeli si recano per partecipare alle celebrazioni e ricevere il sacramento della Riconciliazione. I frati accompagnano inoltre la comunità cristiana di Sangalkam e promuovono ritiri, incontri e percorsi di formazione aperti a tutta la diocesi.

Le Clarisse: una presenza di preghiera e fraternità

Il desiderio dei frati è stato fin dall’inizio quello di condividere questa missione con tutta la Famiglia francescana. Per questo, nel 2020, cinque Clarisse provenienti dal monastero di Abidjan, in Costa d’Avorio, hanno dato vita a una nuova fondazione nel villaggio di Ndollor, su un terreno donato dalla diocesi.

In pochi anni la comunità ha iniziato a mettere solide radici. Le sorelle hanno coltivato l’orto, piantato oltre centoventi alberi da frutto, avviato piccoli laboratori per la produzione di succhi, marmellate e altri prodotti artigianali e costruito una cappella aperta alla popolazione del villaggio, che è diventata un luogo di incontro e di preghiera.

La loro presenza silenziosa, scandita dalla preghiera e dal lavoro quotidiano, è oggi un segno concreto del carisma di santa Chiara in una terra che le ha accolte con affetto e amicizia.

Le sfide quotidiane: acqua ed energia

Accanto ai tanti motivi di speranza, non mancano le difficoltà.

Nel territorio di Ndollor la stagione secca dura circa nove mesi all’anno. Mantenere vivo il frutteto richiede un impegno quotidiano e, nonostante gli sforzi delle sorelle, molti alberi rischiano di non svilupparsi adeguatamente. Per questo è stato avviato un progetto di irrigazione a goccia, che consentirà di utilizzare l’acqua in modo più efficiente e garantire una migliore crescita delle coltivazioni.

Anche l’energia rappresenta una sfida importante. Il villaggio non è raggiunto dalla rete elettrica nazionale e il monastero può contare soltanto su un impianto fotovoltaico, oggi insufficiente a sostenere le esigenze della comunità e le piccole attività che potrebbero contribuire al suo sostentamento, come la produzione di succhi, yogurt e ghiaccio.

Si tratta di interventi concreti che permetteranno alle Clarisse di vivere con maggiore autonomia, continuando a dedicarsi alla loro vocazione di preghiera e di accoglienza.

Un monastero che guarda al futuro

Nel settembre scorso, durante il suo viaggio in Senegal, fr. Pietro Pagliarini ha potuto visitare il cantiere del nuovo monastero delle Clarisse.

Sono già in costruzione le prime sette camere che costituiranno il nucleo iniziale del complesso monastico. Restano da realizzare gli ambienti comuni – refettorio, cucina, dispensa e lavanderia – indispensabili per la vita della comunità.

Alla visita era presente anche fr. Vincenzo Brocanelli, che negli anni ha accompagnato con particolare attenzione la nascita della comunità delle Clarisse in Senegal, favorendo l’arrivo delle sorelle dalla Costa d’Avorio e sostenendole nei primi passi della fondazione. In questa occasione ha donato al monastero una macchina per la produzione delle ostie, un aiuto concreto che permetterà alle sorelle di avviare una nuova attività a sostegno della comunità.

Durante la permanenza si è svolta anche la posa simbolica delle prime pietre del nuovo monastero, segno concreto di un’opera che cresce grazie alla collaborazione di tanti benefattori e amici della missione. Ogni passo in avanti rappresenta un tassello importante per consolidare una presenza di preghiera, fraternità e accoglienza al servizio della Chiesa locale.

Dieci anni di fraternità

Le giornate trascorse da fr. Pietro sono coincise con le celebrazioni per il decimo anniversario della fondazione della fraternità di Rufisque.

Per l’occasione sono stati inaugurati i locali completamente rinnovati destinati alla formazione e ai ritiri spirituali, grazie alla generosità di un benefattore.

Particolarmente intensa è stata la celebrazione del Transito di san Francesco nella parrocchia dedicata al Santo a Dakar. Ore di adorazione, confessioni, Vespri e Santa Messa hanno visto una partecipazione straordinaria di fedeli.

Fr. Pietro ricorda con emozione quella giornata: «Sembrava che i fedeli non fossero per nulla stanchi di questo tempo di preghiera: hanno cantato a piena voce, danzando e lodando Dio».

Il giorno successivo un altro momento significativo ha segnato il cammino della Famiglia francescana in Senegal: la prima professione dei primi cinque membri dell’Ordine Francescano Secolare. Con la presenza dei Frati Minori, delle Clarisse e dei laici francescani, il carisma di san Francesco è oggi rappresentato in tutte le sue espressioni.

Un seme che continua a crescere

La storia della presenza francescana in Senegal è ancora giovane, ma racconta già la forza del Vangelo quando viene vissuto nella semplicità, nella fraternità e nel servizio.

Ogni progetto realizzato – dalla costruzione del monastero ai laboratori delle Clarisse, dall’irrigazione all’energia solare, fino al rinnovamento della fraternità di Rufisque – non rappresenta soltanto un’opera materiale. È il segno di una presenza che desidera accompagnare la Chiesa locale con la preghiera, l’accoglienza e la vicinanza alle persone.

Con gratitudine guardiamo a questi primi dieci anni e affidiamo al Signore il cammino futuro della missione francescana in Senegal, certi che il piccolo seme piantato continuerà a portare frutti di pace, fraternità e speranza.

I progetti realizzati in Senegal sono stati possibili anche grazie alla generosità di tante persone che hanno scelto di sostenere la missione francescana. Nel corso dell’anno sono stati raccolti e inviati 85.000 euro, destinati ai diversi interventi a favore della fraternità di Rufisque e del monastero delle Clarisse di Ndollor: dalla costruzione dei nuovi spazi comunitari ai progetti di irrigazione e di energia solare, fino al sostegno delle attività che favoriscono l’autonomia della comunità.

A tutti coloro che hanno deciso di unirsi a noi con una donazione, con la preghiera o con la vicinanza, desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine. Ogni contributo, grande o piccolo, è diventato un gesto concreto di fraternità e di speranza, permettendo a questa giovane presenza francescana di continuare a crescere e a testimoniare il Vangelo in Senegal.

Grazie di cuore per aver camminato con noi e per continuare a sostenere questa missione.